Iron Mandi John Favreau
Parlando da fan di Spiderman sia in quanto personaggio dei fumetti che in quanto film di Sam Raimi almeno per due terzi (roba che mi si ride in faccia ogni volta che ribadisco di preferirlo a Batman, non ci si crede), mi suona strano parlare bene di Iron Man come sto per fare. Eppure ecco qua, sono entrata al cinema con le aspettative basse ma tantissima curiosità per via di quello strepitoso pomodorometro al 93%, senza sapere nulla o quasi del personaggio e dell'omonima graphic novel se non quello che avevo potuto vedere nel trailer, e la soddisfazione finale è stata tanta (tranne, ovviamente, per le madonne pronunciate in seguito scoprendo l'esistenza di una scena dopo gli infiniti titoli di coda).
Perchè Iron Man, prima di tutto, se ne sbatte del moderno archetipo di supereroe - fa colazione con i sensi di colpa di Peter Parker, la vendetta mai sopita di Batman, il ridicolo travestimento da umano sfigato di superman, l'incapacità di adattarsi alla società contemporanea degli X-men - e semplicemente vive e fa le sue cose al massimo nelle proprie potenzialità, facendo brillante sfoggio del proprio incontenibile ego. E scusate se è poco.
Dilungarsi in altre considerazioni è inutile e dannoso, quasi quanto voler cercare di attribuire un valore al film al dilà delle sue mirabolanti doti d'intrattenimento e alle ottime scelte di cast. Il tutto è facilmente riassumibile in poche parole: "ficata" o "Gwyneth Paltrow che 1) corre su dei tacchi altissimi senza mai inciampare, 2) si nega a Robert Downey Jr per due volte nell'arco di un'ora e mezza e ciò nonostante mantiene credibilità come personaggio", quindi perché sforzarsi ulteriormente? Questo è un post svogliato, quindi può bastare così. Speriamo solo che i sequel non sforino la doppia cifra.
postato da: MissVengeance alle ore 14/05/2008 17:10
| Permalink | commenti (5) | commenti (5) (Pop-up)
categoria:cinema, 2008, cinebloggers
| Permalink | commenti (5) | commenti (5) (Pop-up)
categoria:cinema, 2008, cinebloggers












La Zona



